Giovedì 26 febbraio 2009 sono stato a Nabeul, in Tunisia. Un piccolo paesino dove le uniche attrazioni sono le ceramiche (che si attaccano al labbro quando bevi) e l’harissa da spalmare sul pane. L’harissa è una salsina fosforescente piccantissima a base di peperoni e aglio. E il re dell’harissa è lo chef Rafik Tlatli del ristorante Slovenia di Nabeul . L’ho incontrato e ho comprato il suo libro “Saveurs de Tunisie”. E, finalmente, ieri sera ho provato a usarlo. Complice l’Esselunga aperta la domenica e una giornata di totale relax, di quelle che non cambieresti una virgola. Insalata di finocchi e arance (peccato per le arance che non arrivavano esattamente dalla Medina) e cous cous di verdure e pollo. La Tunisia è un paese che mi è rimasto nel cuore. L’anno scorso sono stato quattro volte a Tunisi e ogni volta ho aggiunto un pezzettino di conoscenza in più. Sidi Bou Said, Sfax, Nabeul, Hammamet. Luoghi magici, cultura lontana, sapori forti. Non vedo l’ora di tornarci. Sarà a Novembre e sarà il Sahara. Tozeur, le oasi di montagna (Midès, Tamerza, Chébika), Timbaine. La meraviglia della tavola è che ogni morso ti fa viaggiare. E l’ultima forchettata ti fa decidere di ripartire. Bel week-end, finalmente. Riesco a affrontare il lunedì senza drammi, pronto per il prossimo cumino…
Rafik Tlatli
agosto 30, 2010 di Fabrizio