Buongiorno. Non sono molto in forma, ma ho voglia di scrivere. Qualche giorno fa ho rivisto E.T. in Tv. Il mio primo film al cinema. Avevo cinque anni, e mi ricordo che ho pianto fino a smettere di respirare. E’ stata forse la mia prima “proiezione” (in senso analitico, pirla!) consapevole. Ero Eliot, ero E.T, insomma. L’ho guardato per la trentesima volta, e con Emma, questa volta. E, eravamo Eliot, eravamo E.T. tutti e due insieme. Ci sono storie che ti prendono e non ti mollano più. Quella di E.T., ma anche del Giovane Holden, e del Piccolo Principe e del Gabbiano Jonathan Livingston e compagnia bella. Storie “patetiche” che ci portiamo dentro e che quando non siamo cinici riaffiorano e ci fanno venire la lacrimuccia. Sto per uscire: vado a ritirare la macchina nuova. Lo so che è brutto dirlo, ma a me non emoziona per nulla avere quattro ruote nuove sotto il culo. Mi emoziona muovermi, che è un’altra cosa. Avrei tante altre cose da dire, ma sono tutte molto pratiche. Sto vivendo mille contraddizioni e duecentomila spinte a fare cose opposte. Un esistenzialista ci sguazzerebbe. Io a tratti sì, a tratti no. Credo che prenoterò un volo per Londra tra qualche minuto. Mi manca da morire. Già mi vedo a Covent Garden a ordinare un double-espresso-to-go. Have a nice Day e sorry se scrivo sempre dimmmerda, ma è il nuovo mood. Non mi va di scrivere cose mie, non mi va di essere, se non leggero. Un giorno volerò via, chissà dove.
E.T. e auto nuova e Londra
dicembre 21, 2011 di Fabrizio
A Londra ancora insieme un giorno? Quanto mi piacerebbe..
Ti capisco. Anch’io detesto le auto perché paradossalmente più che essere “soluzioni per la mobilità”, sono zavorre che ti immobilizzano. Meglio biciclette, pattini, monopattini e meglio ancora un buon paio di scarpe comode e resistenti.
D’altra parte anche la famiglia non è esattamente una grande soluzione per la mobilità. Ma nella vita bisogna pur fare delle scelte.